Da Wall Street a Bankitalia

Viola Giannoli [da Repubblica.it]
“Siamo il 99 per cento. Abbiamo un mondo intero da reinventare”. Il sogno americano, quello degli indignati che da giorni sfilano su Wall Street, contagia anche l’Italia e a Roma arriva la prima marcia di protesta “contro la dittatura finanziaria delle banche e della speculazione globale che usano la crisi per attaccare e smantellare i servizi pubblici, il welfare, la formazione, per cancellare i diritti e appropriarsi dei beni comuni”. “Occupy Wall Street” ha fatto scuola. Così la “multi-generazione senza futuro” ha lanciato per il 12 ottobre “Occupiamo Banca d’Italia”, un appuntamento pubblico dalle 16 di fronte a Palazzo Koch. L’occasione è ghiotta perché quel giorno nella sede di via Nazionale si terrà un convegno a cui parteciperanno il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il presidente della Banca d’Italia Mario Draghi.

“Non sarà un’emulazione né uno scimmiottamento delle manifestazioni spagnole o americane, ma di certo c’è stato un contagio delle pratiche di lotta e dei contenuti” spiegano gli attivisti  –  una rete di studenti, precari, artisti, movimenti e cittadini indignati  –  che hanno lanciato l’evento anche sul social network Facebook, sotto la sigla di “Draghi ribelli”, raccogliendo in poche ore centinaia di adesioni e di commenti. “Come a New York hanno individuato in Wall Street il centro di potere contro cui protestare, noi  –  proseguono  –  riteniamo la Banca d’Italia e la Bce tra

i responsabili della crisi. Enti che ormai hanno più sovranità del Parlamento e dei cittadini, anche se nessuno li ha mai eletti, e che vogliono finanziarizzare la nostra esistenza e decidere a chi far pagare il debito”.

Sulla scia dei ribelli anti-crisi di Madrid, New York, Tel Aviv, Reykjavik, Atene e Santiago del Cile, gli indignati italiani, “senza bandiere e oltre i recinti delle identità”, si preparano quindi a un primo appuntamento di protesta prolungata. Durante il presidio che ha come unico slogan “Non paghiamo il debito, riscuotiamo il credito sociale” gli indignati presenteranno a Napolitano una lettera aperta e pubblica. “La risposta  –  spiegano  –  alle carte segrete di Trichet e Draghi che dettano dall’alto le politiche economiche, e un invito a contrastare l’inserimento nella Costituzione del vincolo del pareggio di bilancio”.

La protesta si porta con sé tutto il carico di tensioni sociali accumulate dal 2008 ad oggi, nel picco più violento della crisi, e le lotte culturali, studentesche ed economiche degli ultimi mesi. “L’occupazione di Banca d’Italia non è un evento isolato ma la tappa tra le battaglie condotte sino a qui e la Giornata internazionale dell’Indignazione”, il 15 ottobre, con corteo nazionale nella capitale da piazza della Repubblica a San Giovanni.

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