“Occupiamo Bankitalia”, sul Web parte protesta stile Wall Street

ROMA (Reuters) – Un gruppo di attivisti italiani ha lanciato sul Web una manifestazione di protesta per la prossima settimana davanti alla sede della Banca d’Italia, sulla scia delle proteste a Wall Street contro il sistema finanziario.

L’appuntamento, diffuso in rete con la parola d’ordine “#ccupiamobancad’italia”, è per il pomeriggio del 12 ottobre, quando a Palazzo Koch è previsto un convegno sull’economia mondiale con il governatore Mario Draghi, in procinto di diventare numero uno della Banca centrale europea, e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La protesta è stata lanciata su Facebook, ma oggi pomeriggio non risultava alcuna pagina con questo titolo, e utenti Twitter che sostengono l’iniziativa dicono che sarebbe stato lo stesso sito di social networking a rimuoverla.

Anche il sito dell’attrice Sabina Guzzanti rilancia l’appuntamento: “In vista della giornata globale del 15 ottobre contro le politiche di austerità imposte dalla Banca Centrale Europea e dal governo (del presidente del Consiglio Silvio)Berlusconi, il 12 ottobre organizziamo un evento pubblico di protesta e di proposta che individui nella Banca d’Italia e nella BCE le istituzioni di una nuova governance globale che impone decisioni al di fuori da qualsiasi legittimità democratica”.

Il 15 ottobre, in numerose capitali d’Europa e di altri continenti, sono previste manifestazioni contro le politiche anticrisi dei governi e la finanza.

“In sintonia con le acampadas e le libere occupazioni in Spagna, negli Usa e in tanti altri paesi, costruiamo uno spazio pubblico di incontro e di protesta prolungata. Esprimiamo la nostra voglia di giustizia sociale e di cambiamento attraverso una semplice rivendicazione: non paghiamo il debito! Riscuotiamo il credito sociale!”, dice ancora il testo che promuove la protesta contro Bankitalia.

Il governatore Draghi, insieme al presidente della Bce Jean-Claude Trichet, è nel mirino dei contestatori per la lettera al governo italiano resa pubblica giorni fa dal Corriere della Sera, in cui si chiedevano misure drastiche “per ristabilire la fiducia degli investitori”. Tra i provvedimenti richiesti, tagli di spesa su pensioni e pubblico impiego.

“Ai piani segreti della Bce e alle sue ‘raccomandazioni riservate’, alle lettere di Draghi e Trichet rispondiamo con una lettera pubblica al Presidente Napolitano, in quanto garante della Costituzione italiana, oggi oggetto dell’attacco neoliberista bipartisan che vorrebbe inserire nella nostra carta fondante il vincolo del pareggio di bilancio”, dice ancora il “manifesto” dei contestatori, che danno appuntamento per le 16 di mercoledì 12 ottobre.

(Massimiliano Di Giorgio)

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