come #occupiamobancaditalia

(secondo comunicato dei draghiribelli)

#occupiamobancaditalia sta prendendo rapidamente piede. Migliaia di persone hanno condiviso l’evento e linkato la notizia. In altre città stanno nascendo proteste simili.

I Draghi l’hanno fatta proprio grossa. Il 15 ottobre inizia il 12. Il contagio globale si diffonde.

Chi sono i draghi ribelli?

Draghiribelli è un nome collettivo dietro cui si organizza un insieme di precar*, student*, artist*, operator* della comunicazione, attivist* dei movimenti. Non un’entità virtuale, ma tante persone in carne ed ossa. Un nome collettivo, utilizzato oltre le sigle e le identità, per aprire uno spazio di protesta per tanti. Per non perimetrare e per allargare.

I draghiribelli si contrappongono ai feroci draghi occidentali. Si ispirano ai draghi orientali, simbolo dell’acqua e della fluidità.

Come occupiamo la Banca d’Italia?

I draghiribelli propongono alcuni principi con cui hanno immaginato #occupiamobancaditalia e invitano chi parteciperà alla manifestazione a condividerne lo spirito e le modalità.

#occupiamobancaditalia nasce dal contagio e dalla diffusione virale di linguaggi e strumenti comuni. #occupywallstreet o le acampadas spagnole sono sperimentazioni a cui guardare con entusiasmo. Non ci sono modelli da imitare, ma una pratica da inventare.

#occupiamobancaditalia è una mobilitazione prolungata, ma con forme modulabili. L’obiettivo temporale che ci poniamo per ora va dal 12 al 15 ottobre, quando ci mobiliteremo in tutto il mondo per la giustizia sociale e il cambiamento globale.

Il 12 ottobre alle 16 troviamoci direttamente a Via Nazionale, il più vicino possibile a Palazzo Koch. Vogliamo consegnare una lettera pubblica a Napolitano, per respingere le lettere private di Draghi e Trichet. Perché se il capo dello Stato si è dimenticato che la sovranità spetta al popolo, e se il governatore di Bankitalia diventa presidente della Bce, bè, siamo messi proprio male. Meglio suonare la sveglia.

Già dalla faccia incartapecorita di Draghi si intuisce che non ci vorrà fare entrare e partecipare al convegno. Allora ci metteremo davanti alla Banca d’Italia e mostreremo che la democrazia sta fuori da quel palazzo, e noi da fuori la riconquistiamo. Faremo interventi, analisi, proposte, ci saranno bande musicali e artisti. Se daremo fastidio ci cacceranno. Se ci cacciano, torneremo in molte più persone.

Il 12 cerchiamo di essere tanti. Facciamo un bagno di democrazia, siamo il 99%! Esploriamo strade inedite per coinvolgere tanti altri e diventare ogni giorno di più. Conquistiamo uno spazio di parola e difendiamolo, senza il feticcio di quattro mura. Saremo stanziali e mobili. Sappiamo che il potere e le responsabilità sono diffuse, circolano nei mercati finanziari, nelle banche, nelle istituzioni, nelle imprese, nelle agenzie.

C’è posto per tutti, basta poco. Vogliamo fare una cosa nuova, dove ci sia spazio per chi non ne può più della casta, degli speculatori e dei banchieri che decidono sulle nostre teste. Diamo un suggerimento: non portiamo bandiere e segni identitari. Facciamo più cartelli e meno striscioni. Così nessuno mette cappelli e timbri. Facciamo tante machettes, manifesti, adesivi, agili, creativi, con scritto cosa rifiutiamo, ma anche cosa vogliamo. Ci saranno i draghi, di ogni colore, forma e materiale.

#occupiamobancaditalia è un esperimento. Dall’intelligenza collettiva dipende la sua riuscita.

#occupiamobancaditalia è una creative common. Tutti la possono usare, nessuno se ne può appropriare. Share-alike!

Draghi Ribelli

segui @draghiribelli su Twitter

#12 oct #occupiamobancaditalia #occupiamobankitalia

#15oct #globalrevolution

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3 commenti

  1. Carissimi, visto che la pensiamo allo stesso modo, vi segnalo il link alla campagna “No al Patto dell’euro…” SOno 17 proposte base, prima delle quali l’adozione di una moneta bene comune, generata, gestita e distribuita dagli stati e sotto controllo pubblico con banca nazionale pubblica e senza scopo di lucro: una moneta che non genera debito, perchè non ha creditori, che non genera debito perchè non è da chiedere in prestito su interessi come l’Euro. Per aderire scrivi a nounioneuropeadellebanche@gmail.com
    per i dettagli, ecco il sito: https://sites.google.com/site/europaperibenicomuni/home

    Rispondi
  2. Redazione

     /  ottobre 11, 2011

    è chiaro che dietro di voi c’è un’organizzazione

    Rispondi
  3. Daniele Colajacomo

     /  ottobre 11, 2011

    Salve. Avendo partecipato fin dal primo spontaneo “chat meeting” all’organizzazione di Occupy Los Angeles, che al momento e’ nella seconda/terza (ho perso il conto, sembra gia’ un anno fa!) settimana con centinaia di persone accampate a City Hall, volevo lasciare un messaggio di solidarieta’, e un consiglio personale.

    Il successo strabiliante, e la crescita veloce del movimento Occupy Wall Street negli Stati Uniti – e la ragione per cui tutti i tentativi di co-opting sono finora falliti, risiedono principalmente nel “processo” di democrazia diretta implementato dalle occupazioni statunitensi.

    Tale processo garantisce a tutti i partecipanti una vera rappresentazione, perche’ si basa sul consenso del 100% dei partecipanti.

    Non una singola decisione viene presa dall’assemblea generale, che si tratti di 2 o 500 persone, senza un consenso del 100%.

    Puo’ sembrare un’assurdita’ a chi come tutti noi e’ abituato a dare fiducia a un “leader” o a un altro, o ad accettare la democrazia come il governo del 51%.

    Eppure Occupy Wall Street ha sviluppato dei metodi di governo diretto che rappresentano una vera e propria evoluzione (basandosi certamente su modelli pre-esistenti storici).

    Il suo successo, e l’incredibile rapidita’ con la quale e’ cresciuto, e’ proprio l’assicurazione data a chiunque che il movimento non fara’ mai scelte che sono opposte anche da una sola persona. Again… sembra un’impossibilita’ ma tutti gli occupy* – almeno i piu’ grandi – funzionano proprio cosi’.

    Vi invito dunque ad adottare le regole di partecipazione sviluppate da Occupy Wall Street – sono regole ne’ di sinistra ne’ di destra, ma piuttosto sono metodologie neutrali per governare un movimento senza deleghe e leaders.

    SIamo tutti uguali, ognuno fa quel che puo’, ma il fare non risulta in nessuno potere. Se riuscirete a bandire la vostra immagine di “leaders” – una posizione che di solito viene assunta automaticamente dagli organizzatori di qualunque evento – e invece adottare un processo di vera inclusione e democrazia diretta, il movimento si allarghera’ anche in Italia ad includere tutti, poveri e ricchi, rivoluzionari e berlusconiani.

    Auguroni!
    dani

    Rispondi

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