11.11.11 #occupiamoiltesoro #occupyeverything

Il governo è in crisi – La maggioranza non esiste più – Milano la peggior borsa d’Europa – Governo tecnico – Euforia delle borse – Larghe intese contro la crisi – Italia sotto attacco della speculazione – Crollo della fiducia nei mercati internazionali – BTP mai così alti – Lo Spread raggiunge un nuovo record – Unicredit perde più del 11% – La Banca centrale europea costretta a comprare ancora titoli italiani…

Questa non è finzione, ma la realtà in cui ci siamo svegliati dopo gli attacchi speculativi di agosto. Nessuna manovra del governo è servita per migliorare la situazione. Ed ora Banca centrale europea e Fondo Monetario Internazionale impongono la soluzione: tagliare la spesa sociale, liberalizzare il mercato del lavoro e privatizzare i beni comuni.

In Italia, e nel mondo intero, le ricette delle banche, le analisi dei fondi d’investimento e le classificazioni delle agenzie di rating non vengono mai messe in discussione. Insomma siamo di fronte ad una sorta di messaggio divino, di fronte al quale non bisogna chiedersi perché, ma obbedire e sacrificarsi in silenzio.

Secondo varie leggende che circolano sul web e in strada 11-11-11 sarà una giornata particolare, in cui nuove forze riusciranno a mettersi in rete: si parla di un’apertura di un varco spazio-temporale dove sarà possibile la «liberazione dalla nostra pesantezza»! 11-11-11 è un momento noto come “codice del risveglio”.

11-11-11 dalle piazze di NewYork alla Grecia, dal Cile all’Inghilterra fino all’Italia una nuova mobilitazione globale prenderà forma. Parola d’ordine: #occupytheworld.

Per questo i draghiRibelli riemergeranno in questa giornata con un nuovo folle progetto: #occupiamotutto #occupiamoiltesoro

11-11-11 troviamoci dalle 15 di fronte al Ministero dell’Economia, delle Finanze e del (nostro) Tesoro (in via XX Settembre).

#occupiamoiltesoro per chiarire di chi sono le responsabilità della crisi. Dei governi liberisti, delle istituzioni globali, degli istituti finanziari e delle multinazionali. Perché l’FMI e la BCE non possono decidere sulle nostre vite. Perché è necessario un movimento di milioni di persone per un cambiamento globale, per fermare banche e governi.

Anche se stiamo preparando le danze per la caduta di Berlusconi e la sua cricca, la nostra lotta non si fermerà perché non abbiamo governi amici – tantomeno se tecnici, commissariati o di larghe intese.

Se cade il governo, se cade TreMonti, se arriva Monti o Montezemolo. Sarà sempre il 99% a pagare la crisi. Per questo occupiamo lo spazio di comunicazione dell’economia e della finanza e costruiamo un’altra uscita dalla crisi. Andiamo a cercare la ricchezza dove sta. In Italia c’è un tesoro nascosto nelle tasche dell’1%. Quella ricchezza appartiene al 99%, perché il 99% l’ha creata. È ora di dividere la grana! È ora che i governi obbediscano alla volontà di milioni di cittadini e non a banche, ricchi imprenditori e speculatori.

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Per discutere modalità e obiettivi di #occupiamoiltesoro e costruire nuovi modi di organizzazione e di connessione ri-vediamoci in ASSEMBLEA a Scienze Politiche della Sapienza Martedì 8 novembre alle ore 17.00 in vista della giornata dell’11-11-11.

#occupiamoiltesoro proseguirà, nelle forme e nei modi che decideremo insieme, fino al 17.11, quando una nuova grande giornata globale lanciata dagli studenti porterà in piazza milioni di persone che non vogliono pagare il debito e la crisi.

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DraghiRibelli sono animali multicefali e multiformi, in cui convivono collettivi, reti, singoli e movimenti. Corpo da lucertola, zampe da tigre e artigli da rapace. I draghi hanno un aspetto ibrido e composito: sono uomini, donne. Student*, lavoratori precar* e intermittenti, disoccupat*, migranti, artisti, genitori e figli. Non un soggetto, ma molte forme di lotta e di parola, di arte e di conflitto, riproducibili da molti.

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#occupyeverything #occupiamoiltesoro

→ 〓 ORE 15:00 MINISTERO DELL’ECONOMIA 〓 ←

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1 Commento

  1. Per non finire dallo STALLO alle STALLE!
    Fin tanto che non si provvederà ad introdurre strutturali riforme ad ogni livello “glocale” mai si riuscirà a toglierci dall’attuale impaludamento che rischia condurci ad un default perché urgerebbero correttivi ed adeguamenti sul fronte:
    – Globale – per tutelarci contro i rischi speculativi di una siffatta finanza (creativa) che continua a comprimere sempre più l’economia reale rispetto a quella finanziaria che tuttora permane (in bolla) iperbolicamente accresciuta di ben otto volte. Dove, il capitale quanto le merci e la finanza, possono liberamente circolare approfittando anche dei paradisi fiscale. Invece il diritto, le regole continuano a restare relegate in modo atomico ad ogni Stato per cui indirettamente ogni Stato verrà sempre più svuotato d’ogni sovranità. Questo processo in alcuni paesi non potrà che far esplodere i debiti sovrani obbligandoli a rivedere il welfare state che si trascineranno conseguentemente anche i diritti sociali acquisiti dalle precedenti generazioni. Ragion per cui, ne nasce l’esigenza di introdurre improcrastinabili radicali condivise new global rules per ripristinare un più equilibrato rapporto fra economia reale rispetto a quella finanziaria che or ora, risulta perversamente rigonfia come detto che crea un’iperbolica volatilità dove rende tutto “commodities” pompate sempre più a dismisura anche da insulse e di parte, agenzie di rating! Pertanto, urge ovunque riequilibrare le cose, diversamente difficile sarà sperare di riuscire a trovare quelle opportune soluzioni che il tempo reclama specialmente, quando a tutto questo s’aggiunga il permanere d’un siffatto anacronistico squilibrato rapporto remunerativo e stipendiale fra i manager d’ogni CDA siano essi pubblici che privati in abnormi rapporti rispetto al semplice salario di lavoratore subordinato e questo gap risulta di ben oltre 1000 volte superiore (quando negli anni 50 il rapporto raggiungeva al massimo l’1 a 35 oggigiorno, sono iperbolicamente balzati perfino a 1500 volte). Questa anomalia conseguentemente contribuisce ad ulteriormente squilibrare i rapporti distributivi del reddito complessivo specialmente quello prodotto da quella maggiore produttività introdotta con la robotizzazione e sempre più accelerata grazie alle nuove tecnologie che contribuiscono ad aumentare la redditività. Redditività che però viene capitalizzata e sempre accentrata assorbita anche da sempre nuovi famelici “yuppies” divenuti nuovi manager -CDA- che intendono continuare approfittarne ed accaparrarsene al massimo mettendo sempre più alla fame anche il ceto medio. S’è innestato così quel assurdo processo dove il capitalismo ammazza se stesso. Pertanto se non si provvederà ad invertire questi rapporti e fattori si contribuirà ad accelerare il rischio di default! Pertanto incontrovertibilmente new global rules si rendono indispensabili giacché democrazie e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia che reclamano reciproche sintonizzazioni per non auto-estinguersi. Dove la politica risulta sempre più lenta rispetto al mercato dove la finanza risulta sempre più globale e celere nell’intrecciare i rapporti. A queste nuove configurazioni servono metodologie più chiare e trasparenti strutturate a “dimensioni concorrenziali aperte” anche sul fronte della democrazia per compensazione e per generare liberi confronti volti a determinarne più appropriate soluzioni a quelle sempre nuove e più cangianti prossimità. Il tempo reclama inediti sistemi strutturati in modo da risultare capaci di rispondere a vecchi e sempre nuovi problemi!
    – Altra questione da riformare e correggere è l’effetto locale giacché sempre più assurdo risulterà supporre di poter risultare globalmente competitivi quando i costi della nostrana politica continua ad aumentare rischiando di soffocare il cittadino per l’eccesso della pressione fiscale che va ormai, oltre il 44%. Quest’anomala pressione è purtroppo anche la conseguenza di ritrovarci oppressi da un’obesa casta politica eccessivamente burocraticamente giacché siffatta plutocrazia si sviluppa su ben 10 livelli politico-amministrativi (iniziando dal circoscrizionale all’europeo) oltretutto, tutti questi livelli risultano essere ben farciti di esose abnormi ingrossate ed ingrassate assemblee con altrettanto abnormi emolumenti che superano ogni media europea stipendiale rispetto ad ogni parlamentare europeo!
    – Quindi per non rischiare il crack urge velocemente invertire questo perverso patologico trend e per cambiare musica e suonatori servono nuovi inediti spartiti: logos, paradigmi, ecc. che risultino plasmo elastico flessibili adattivi ed auto correttivi. In ultima analisi servono quelle radicali innovative ristrutturazioni di liberalizzazione, semplificazione affinché si riducano e si accorcino sempre più le filiere burocratiche. Servono quelle inedite modalità che ci permettano proattivamente di renderci strutturalmente più magri burocraticamente e tali da poter accelerare e snellire le prassi e le procedure politiche amministrative. Quindi, urge eliminare tutti quegli enti di secondo livello (collaterali) giacché solo si potrà iniziare a ripartire e crescere.
    Pertanto, anche sul fronte dei meccanismi elettorali si rende necessario introdurre quegli adeguamenti capaci d’iniettare effettiva opzionale concorrenza indispensabile per evolvere… La mancanza di concorrenza è madornale e palesemente deducibile dal come purtroppo si determinano i ricambi politici specialmente in Italia dove, tali ricambi non avvengono per merito bensì per demerito di chi governa – galleggiando! Questo dovrebbe farci riflettere che il tempo reclama ormai ad ogni latitudine strutturali adeguamenti quanto il sistema SEMIALTERNO propugna che strutturandosi sulla base proporzionale verrebbe sostituita da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Il sistema SEMIALTERNO http://dizionario.babylon.com/semialterno/ provvisto di un’articolazione strutturalmente completa è il quanto permette di riprodurre quel bipolarismo concorrenziale aperto indispensabile a mantenere dinamica la contendibilità, solo così si potranno semplificare e strutturalmente assottigliarci burocraticamente. Soluzione sistemica per sradicare e riscattarsi da quel l’immanente perverso gioco dell’oca con il quale la casta tenutaria del banco – mazzo, intende rendersi sempre più irremovibile e rafforzarsi inondandoci di pletorica retorica per così cinicamente continuare a propinarci quel suddetto famigerato gioco dell’oca fatto di continui insulsi compulsivi gattopardeschi cambiamenti d’incompleti modelli elettorali. Cambiamenti che si concretizzano in ciclici -“pit-stops”- farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare o ricambiare sempre gli stessi meccanismi elettorali variando ogniqualvolta soltanto la percentuale di quanto maggioritario rispetto al proporzionale e/o viceversa!
    Non ultimo, con la “scusa” della legittima richiesta di poter scegliere i propri parlamentari rispetto ai nominati, si sono raccolte un milione e duecento mila firme per richiedere un referendum per farci ricadere nella precedente insulsa casella del Mattarellum al posto dell’attuale altrettanto insulso Porcellum. Questo ulteriormente ci dimostra che la casta non intende minimente demordere! Essendo questa la sostanziale modalità con la quale la casta intende continuare a legittimarsi per ulteriormente immunizzarsi ed assolversi. Lo stesso richiamarsi a governi tecnici e/o ammucchiate più o meno “inciucciate” serve alla casta per interamente superare questi momenti critici pregnanti e sostanzialmente allettarsi nel mantenere i modelli elettorali inequivocabilmente transitivi ed incompleti per rendersi appunto come casta politica sempre più intransitiva!

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