#occupiamoilnatale a Porta di Roma

Tra il frenetico shopping dell’ante vigilia sono comparsi oggi nel centro commerciale di Porta di Roma i draghi ribelli per la seconda puntata, dopo l’8 dicembre a Cola di Rienzo, di #occupyXmas: “Abbiamo deciso di occupare questa piazza per riprendere parola contro l’austerità e i sacrifici del Governo Monti e della Bce, in un tempio del consumo in cui le grandi catene commerciali costruiscono i loro profitti sulla pelle di centinaia di lavoratori, per lo più giovanissimi, precari e a nero”.

L’ALBERO – I draghi hanno addobbato l’albero di natale del centro commerciale con volantini e draghi e ai piedi dell’albero hanno posato decine di grandi pacchi, a rappresentare i “pacchetti” del governo Monti, “i regali che precari, giovani, lavoratori e pensionati troveranno sotto l’albero: sacrifici, aumento dell’iva, la riforma delle pensioni e meno diritti e democrazia”.

DEBIT CARD – Per qualche ora il normale scorrere dello shopping è interrotto dall’incursione degli attivisti che distribuiscono una “debit card” ai clienti del centro commerciale: una carta contro i sacrifici con cui si gli acquirenti “potranno pretendere sconti contro gli aumenti e i provvedimenti del governo”, come spiegano ai passanti, cittadini che si apprestano a vivere un natale difficile tra l’incertezza del futuro e la certezza di dover affrontare nei prossimi mesi pesanti sacrifici che intaccheranno anche i consumi e lo stile di vita.

Con la debit card i draghi hanno mandato in tilt per alcuni momenti le casse dell’ipermercato Auchan tra la perplessità delle commesse (“ma guardi questa promozione da noi non è prevista”) e l’interesse dei clienti in fila.
[da paesesera.it ]

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LETTERA A NAPOLITANO (VIDEO II)

primi video : #Occupiamo Bankitalia

Da Wall Street a Bankitalia

Viola Giannoli [da Repubblica.it]
“Siamo il 99 per cento. Abbiamo un mondo intero da reinventare”. Il sogno americano, quello degli indignati che da giorni sfilano su Wall Street, contagia anche l’Italia e a Roma arriva la prima marcia di protesta “contro la dittatura finanziaria delle banche e della speculazione globale che usano la crisi per attaccare e smantellare i servizi pubblici, il welfare, la formazione, per cancellare i diritti e appropriarsi dei beni comuni”. “Occupy Wall Street” ha fatto scuola. Così la “multi-generazione senza futuro” ha lanciato per il 12 ottobre “Occupiamo Banca d’Italia”, un appuntamento pubblico dalle 16 di fronte a Palazzo Koch. L’occasione è ghiotta perché quel giorno nella sede di via Nazionale si terrà un convegno a cui parteciperanno il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il presidente della Banca d’Italia Mario Draghi.

“Non sarà un’emulazione né uno scimmiottamento delle manifestazioni spagnole o americane, ma di certo c’è stato un contagio delle pratiche di lotta e dei contenuti” spiegano gli attivisti  –  una rete di studenti, precari, artisti, movimenti e cittadini indignati  –  che hanno lanciato l’evento anche sul social network Facebook, sotto la sigla di “Draghi ribelli”, raccogliendo in poche ore centinaia di adesioni e di commenti. “Come a New York hanno individuato in Wall Street il centro di potere contro cui protestare, noi  –  proseguono  –  riteniamo la Banca d’Italia e la Bce tra

i responsabili della crisi. Enti che ormai hanno più sovranità del Parlamento e dei cittadini, anche se nessuno li ha mai eletti, e che vogliono finanziarizzare la nostra esistenza e decidere a chi far pagare il debito”.

Sulla scia dei ribelli anti-crisi di Madrid, New York, Tel Aviv, Reykjavik, Atene e Santiago del Cile, gli indignati italiani, “senza bandiere e oltre i recinti delle identità”, si preparano quindi a un primo appuntamento di protesta prolungata. Durante il presidio che ha come unico slogan “Non paghiamo il debito, riscuotiamo il credito sociale” gli indignati presenteranno a Napolitano una lettera aperta e pubblica. “La risposta  –  spiegano  –  alle carte segrete di Trichet e Draghi che dettano dall’alto le politiche economiche, e un invito a contrastare l’inserimento nella Costituzione del vincolo del pareggio di bilancio”.

La protesta si porta con sé tutto il carico di tensioni sociali accumulate dal 2008 ad oggi, nel picco più violento della crisi, e le lotte culturali, studentesche ed economiche degli ultimi mesi. “L’occupazione di Banca d’Italia non è un evento isolato ma la tappa tra le battaglie condotte sino a qui e la Giornata internazionale dell’Indignazione”, il 15 ottobre, con corteo nazionale nella capitale da piazza della Repubblica a San Giovanni.

Da Wall Street a Roma, sit in Indignati a Bankitalia il 12/10

ROMA (ANSA) – Sulla scia delle proteste a Wall Street, gli Indignati si preparano a marciare anche su Roma. Il 12 ottobre gli Indignati italiani si sono dati appuntamento davanti alla sede della Banca d’Italia, per protestare “contro le banche e le speculazioni finanziarie e per difendere i diritti comuni”. Quello stesso giorno palazzo Koch ospiterà l’apertura del convegno “L’Italia e l’economia mondiale, 1861-2011” al quale parteciperà il presidente di Bankitalia, Mario Draghi, ed il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L’organizzazione viaggia sulla rete sfruttando i social network, Facebook in testa, raccogliendo già un migliaio di partecipanti. “In sintonia con le acampadas e le libere occupazioni in Spagna, negli Usa e in tanti altri paesi – affermano gli organizzatori – costruiamo uno spazio pubblico di incontro e di protesta prolungata. Esprimiamo la nostra voglia di giustizia sociale e di cambiamento attraverso una semplice rivendicazione: non paghiamo il debito! Riscuotiamo il credito sociale!”. I movimenti si ritroveranno alle 16 in Via Nazionale pronti a sostenere a gran voce il loro slogan: “Siamo il 99%, abbiamo un mondo intero da reinventare”.

“Occupiamo la Banca d’Italia” Protesta il 12 a Palazzo Koch

(da paesesera.it) Appuntamento in via Nazionale in occasione di un convegno con Napolitano e Draghi. “Alle raccomandazioni riservate della Bce rispondiamo con una lettera pubblica al presidente della Repubblica in quanto garante della Costituzione italiana, oggi oggetto dell’attacco neoliberista bipartisan che vorrebbe inserire nella nostra carta fondante il vincolo del pareggio di bilancio”

L’INTERVISTA I Draghi ribelli: non paghiamo il debito

“Per non pagare il debito! Per riscuotere il credito sociale!”. Con questo slogan i movimenti si danno appuntamento il 12 ottobre davanti a Palazzo Koch in via Nazionale per “occupare la Banca d’Italia”. L’occasione è il convegno internazionale “L’Italia e l’economia mondiale, 1861-2011″, con la presenza del Presidente della Repubblica Napolitano e del Presidente della Banca d’Italia Draghi. ” In tutto il mondo si moltiplicano le mobilitazioni contro la dittatura finanziaria delle banche e della speculazione globale che usano la crisi per attaccare e smantellare i servizi pubblici, il welfare, la formazione, per cancellare i diritti e appropriarsi dei beni comuni – si legge nell’appello –  Da Madrid a New York, da Santiago del Cile ad Atene, da Tel Aviv a Reykjavik, si alza la voce delle “(multi)generazioni senza futuro” che non vogliono pagare la crisi, che si sottraggono alla retorica della “responsabilità generale” del debito, che immaginano un’alternativa di società a partire dalla redistribuzione radicale delle ricchezze e dalla condivisione delle risorse comuni. Il 99% del pianeta è indisponibile a subire l’avidità di pochi”.
In vista della giornata globale del 15 ottobre “contro le politiche di austerità imposte dalla Banca Centrale Europea e dal governo Berlusconi, il 12 ottobre organizziamo un evento pubblico di protesta e di proposta che individui nella Banca d’Italia e nella Bce le istituzioni di una nuova governance globale che impone decisioni al di fuori da qualsiasi legittimità democratica”, spiegano gli organizzatori.
E attaccano:  “Ai piani segreti della Bce e alle sue “raccomandazioni riservate”, alle lettere di Draghi e Trichet rispondiamo con una lettera pubblica al Presidente Napolitano, in quanto garante della Costituzione italiana, oggi oggetto dell’attacco neoliberista bipartisan che vorrebbe inserire nella nostra carta fondante il vincolo del pareggio di bilancio. La chiamano la “regola d’oro”, noi la conosciamo come povertà e la chiamiamo ingiustizia: le nostre vite non sono in debito, le nostre società non le detiene nessuno”. E spiegano di volere “mettere in discussione il ricatto del debito, far emergere l’urgenza della redistribuzione delle ricchezze, per difendere i diritti di chi lavora e per un nuovo welfare universale che contrasti la precarietà e l’intermittenza di reddito”. Pertanto, in sintonia con le acampadas e le libere occupazioni in Spagna, negli Usa e in tanti altri paesi, “costruiamo uno spazio pubblico di incontro e di protesta prolungata. Esprimiamo la nostra voglia di giustizia sociale e di cambiamento attraverso una semplice rivendicazione: non paghiamo il debito!”. L’appello è rivolto a tutti, per le 16 del 12 ottobre, sotto la sede della Banca d’Italia di via Nazionale, “senza bandiere e oltre i recinti delle identità, per rivendicare insieme il diritto all’insolvenza”. (Giovedì 6 ottobre 2011)

“Occupiamo Bankitalia”, sul Web parte protesta stile Wall Street

ROMA (Reuters) – Un gruppo di attivisti italiani ha lanciato sul Web una manifestazione di protesta per la prossima settimana davanti alla sede della Banca d’Italia, sulla scia delle proteste a Wall Street contro il sistema finanziario.

L’appuntamento, diffuso in rete con la parola d’ordine “#ccupiamobancad’italia”, è per il pomeriggio del 12 ottobre, quando a Palazzo Koch è previsto un convegno sull’economia mondiale con il governatore Mario Draghi, in procinto di diventare numero uno della Banca centrale europea, e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La protesta è stata lanciata su Facebook, ma oggi pomeriggio non risultava alcuna pagina con questo titolo, e utenti Twitter che sostengono l’iniziativa dicono che sarebbe stato lo stesso sito di social networking a rimuoverla.

Anche il sito dell’attrice Sabina Guzzanti rilancia l’appuntamento: “In vista della giornata globale del 15 ottobre contro le politiche di austerità imposte dalla Banca Centrale Europea e dal governo (del presidente del Consiglio Silvio)Berlusconi, il 12 ottobre organizziamo un evento pubblico di protesta e di proposta che individui nella Banca d’Italia e nella BCE le istituzioni di una nuova governance globale che impone decisioni al di fuori da qualsiasi legittimità democratica”.

Il 15 ottobre, in numerose capitali d’Europa e di altri continenti, sono previste manifestazioni contro le politiche anticrisi dei governi e la finanza.

“In sintonia con le acampadas e le libere occupazioni in Spagna, negli Usa e in tanti altri paesi, costruiamo uno spazio pubblico di incontro e di protesta prolungata. Esprimiamo la nostra voglia di giustizia sociale e di cambiamento attraverso una semplice rivendicazione: non paghiamo il debito! Riscuotiamo il credito sociale!”, dice ancora il testo che promuove la protesta contro Bankitalia.

Il governatore Draghi, insieme al presidente della Bce Jean-Claude Trichet, è nel mirino dei contestatori per la lettera al governo italiano resa pubblica giorni fa dal Corriere della Sera, in cui si chiedevano misure drastiche “per ristabilire la fiducia degli investitori”. Tra i provvedimenti richiesti, tagli di spesa su pensioni e pubblico impiego.

“Ai piani segreti della Bce e alle sue ‘raccomandazioni riservate’, alle lettere di Draghi e Trichet rispondiamo con una lettera pubblica al Presidente Napolitano, in quanto garante della Costituzione italiana, oggi oggetto dell’attacco neoliberista bipartisan che vorrebbe inserire nella nostra carta fondante il vincolo del pareggio di bilancio”, dice ancora il “manifesto” dei contestatori, che danno appuntamento per le 16 di mercoledì 12 ottobre.

(Massimiliano Di Giorgio)